La pentola in ghisa: il ritorno all'essenziale

Cocotte en fonte sans PFAS

La pentola in ghisa si inserisce nella continuità dell'evoluzione del calderone. Prima di essa, vasi di terracotta e calderoni — sospesi alla catena o poggiati su tre piedi direttamente sulle braci — hanno permesso di cucinare nelle case europee. La pentola a fondo piatto si è sviluppata più tardi, quando i fornelli chiusi hanno progressivamente sostituito il fuoco aperto nelle cucine domestiche.  La pentola è quindi un adattamento del calderone in ghisa a un nuovo metodo di cottura: non più nel fuoco, ma su una superficie piana.

Oggi, dopo diversi decenni di oblio di fronte all'alluminio, all'acciaio inossidabile e ai rivestimenti antiaderenti, la pentola in ghisa ritrova il suo posto nelle cucine italiane. Il suo ritorno è dovuto alla sua storia, al suo materiale e alle qualità sanitarie e termiche che rendono la ghisa un materiale di cottura incomparabile.

👉 Importante: esigete una ghisa conforme al regolamento europeo (CE) n. 1935/2004 applicabile ai materiali destinati al contatto alimentare.

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Sommario

Chaudron en fonte : l'ancêtre de la cocotte en fonte

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Il calderone in ghisa, utensile originale

La storia degli utensili da cucina in ghisa è strettamente legata a quella del calderone. La tecnica della fusione del ferro appare in Cina già nell'Antichità, diversi secoli prima della nostra era. In Europa, la ghisa è conosciuta e utilizzata più tardi, in particolare a partire dalla fine del Medioevo, ma la sua produzione rimane a lungo limitata e costosa.

Prima del XVIII secolo, in Europa si trovavano già calderoni e pentole in metallo destinati alla cottura su fuoco a legna: bronzo, rame, ottone, ferro battuto, poi ghisa. La grande svolta avviene nel 1707, quando l'inglese Abraham Darby deposita un brevetto per la fabbricazione di pentole in ghisa fuse in stampi di sabbia. Questo metodo, ispirato alle tecniche di fusione utilizzate dai fonditori olandesi per recipienti in ottone, permette una produzione più rapida, più regolare e meno costosa. Segna una tappa decisiva nella diffusione degli utensili da cucina in ghisa.

Da allora, le fucine europee producono più ampiamente calderoni e pentole in ghisa destinati alla cottura su fuoco a legna. La loro forma risponde a una semplice esigenza: essere stabili sopra o all'interno del focolare. Due forme sono frequentemente utilizzate: il calderone sospeso, agganciato a una catena mobile sopra il fuoco centrale dell'abitazione, e il calderone a tre piedi, poggiato direttamente sulle braci o su un focolare rialzato.

Il calderone in ghisa occupa allora un posto importante nella cucina domestica. Vi si preparano zuppe, pappe di cereali, stufati di verdure a radice, carne o pesce. La sua massa e la sua inerzia termica favoriscono una cottura regolare, diversa da quella offerta dalla terracotta, dal bronzo o dal ferro battuto.

Nel XIX secolo, la generalizzazione dei fornelli chiusi favorisce poi la comparsa di recipienti a fondo piatto, meglio adattati a questi nuovi metodi di cottura, mentre il calderone tradizionale rimane ampiamente utilizzato nelle case rurali.

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Cocotte en fonte dans une cuisine moderne

L'apparizione della pentola: un adattamento ai nuovi focolari

La pentola a fondo piatto si sviluppa con la trasformazione dei focolari domestici. Dal momento in cui i fornelli chiusi e le cucine a superficie piana sostituiscono il fuoco aperto, l'utensile deve adattarsi. Non può più essere sospeso né posato nelle braci. Deve poggiare su una piastra.

La pentola non è quindi una rottura con il calderone. Ne è l'evoluzione naturale, dettata da un cambiamento di ambiente. Il materiale rimane lo stesso: ghisa. La funzione rimane simile: accumulare il calore, proteggere gli alimenti sotto un coperchio pesante, accompagnare le cotture lunghe quando il piatto lo richiede. Solo la forma cambia, per adattarsi alla nuova geometria delle cucine chiuse e, più tardi, alle moderne piastre di cottura — gas, elettriche, in vetroceramica, a induzione.

Questo adattamento spiega anche la versatilità attuale della pentola. Concepite originariamente per il fornello chiuso, si sono poi rivelate compatibili con tutte le moderne fonti di calore, pur mantenendo la loro capacità di cottura su fuoco a legna in un camino o in un forno a legna. Un unico utensile, diversi modi di cottura: è ciò che la rende forte oggi.

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Cocotte en fonte et chaudron : la cuisine française traditionnelle

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La ghisa: un materiale tecnico e durevole

Per capire perché il calderone e poi la pentola hanno attraversato i secoli, bisogna tornare alle qualità tecniche della ghisa. La ghisa è una lega di ferro e carbonio contenente più del 2,1% di carbonio — generalmente tra il 3 e il 4% nelle ghise culinarie. Questa composizione le conferisce proprietà termiche particolarmente adatte alla cottura lenta.

La ghisa possiede un'inerzia termica elevata. Si riscalda progressivamente, immagazzina il calore e lo restituisce con regolarità. Una volta calda, una pentola in ghisa reagisce meno bruscamente alle variazioni di potenza rispetto a un utensile più leggero. Questa qualità è particolarmente utile per gli stufati, le zuppe, i minestroni e le preparazioni lunghe.

Infine, la ghisa è un materiale totalmente riciclabile e durevole. Se ben mantenuta, una pentola o un calderone in ghisa può accompagnare diverse generazioni senza perdita di qualità. La ghisa grezza, in particolare, evolve con l'uso grazie al culottage: un sottile strato protettivo si forma nel tempo con le cotture, nutrito dai grassi riscaldati. Questo strato migliora il comfort d'uso e protegge la ghisa dall'ossidazione.

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Cocotte en fonte : cuisson du pain

Una cottura più sana, senza rivestimento PFAS

Uno degli argomenti principali del ritorno della pentola in ghisa è la salute. In un'epoca in cui i rivestimenti antiaderenti sono regolarmente messi in discussione per la loro composizione, la ghisa grezza offre un'alternativa più sana, più semplice e più chiara.

La ghisa grezza non si basa su un rivestimento sintetico antiaderente. Non contiene PTFE, PFOA né rivestimento PFAS aggiunto. La sua superficie d'uso si costruisce attraverso il "culottage", uno strato protettivo formato da sottili strati di grasso riscaldato nel corso delle cotture.

Cucinare in una pentola o un calderone in ghisa grezza significa quindi cucinare senza rivestimento fluorurato. Questa differenza è essenziale: l'utensile non aggiunge uno strato chimico tra il fuoco, il materiale e gli alimenti. La cottura si basa su una semplice lega, ferro e carbonio, conosciuta da secoli e utilizzata per la sua resistenza al calore.

La ghisa è anche stabile ad alta temperatura in condizioni normali d'uso. Può essere riscaldata fortemente, esposta alle braci, usata nel forno o su fuoco a legna, senza dipendere da un rivestimento suscettibile di degradarsi sotto l'effetto del calore. È ciò che rende la cottura in ghisa grezza un approccio più sano e durevole alla cucina.

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Il declino del XX secolo e il ritorno attuale

Nel XX secolo, la pentola in ghisa subisce un lungo oblio. L'apparizione di nuovi materiali — alluminio negli anni '30, acciaio inossidabile negli anni '50, rivestimenti antiaderenti a base di PTFE commercializzati a partire dal 1956 — trasforma l'attrezzatura delle cucine. Questi utensili sono più leggeri, si riscaldano più rapidamente, richiedono meno manutenzione. La pentola in ghisa, giudicata troppo pesante e troppo esigente, viene progressivamente relegata in secondo piano in molte case.

L'inversione di tendenza si osserva dagli anni 2010. Diversi fattori convergono: la crescente sfiducia nei confronti dei rivestimenti fluorurati, alimentata dalle indagini e dalle ricerche scientifiche sui PFAS; l'ascesa del movimento "slow cooking" e il ritorno alle cotture lente; la ricerca di utensili durevoli e trasmissibili, in reazione all'obsolescenza degli oggetti da cucina moderni; l'interesse rinnovato per le cucine regionali e tradizionali, che richiamano naturalmente la ghisa; e più in generale, l'aspirazione a scegliere oggetti chiari nella loro composizione e fabbricazione.

Questo ritorno si osserva sia negli usi che nell'offerta. Una nuova generazione di marchi artigianali riporta in auge la ghisa grezza, più vicina allo spirito originale del materiale e alla tradizione del calderone.

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Il nostro punto di vista

In Approche Libre®, concepiamo la pentola in ghisa come un adattamento strutturale del calderone alle cucine moderne.

Ma la nostra volontà è di ridare alla pentola un tocco di carattere rustico, che gli smalti colorati e i pomelli dorati avevano finito per addomesticare.

Abbiamo così adattato e testurizzato le sue due robuste maniglie laterali per consentire il fissaggio di un manico rimovibile, se si desidera cucinare anche su un fuoco a legna.

La pentola  Approche Libre® è sia urbana che nomade per cucinare in totale libertà.

Questa versatilità corrisponde pienamente alla nostra ricerca di autonomia.

Due utensili, un solo materiale, un'unica tradizione.

Il nostro calderone in ghisa a tre piedi riprende la forma più adatta alla cucina su fuoco a legna: si posa direttamente sulle braci, senza catena o treppiede, per cucinare in totale autonomia — bivacco, giardino, camino, van life.

In autunno, lanceremo una pentola in ghisa grezza pre-condizionata da 5 litri (diametro 26 cm, altezza senza coperchio 12 cm, fondo piatto compatibile induzione e fuoco a legna, manico monoblocco in ghisa, logo Approche Libre modellato in rilievo). Estenderà la nostra gamma alla cucina interna: gas, piastra elettrica, vetroceramica, induzione, forno elettrico, forno a legna. E naturalmente, vicino alle braci per chi sa gestire il proprio fuoco.

Cocotte en fonte Approche Libre marque française

I nostri cofanetti di ricette storiche incise su legno — Gallica, Medievale, Anni '30 — sono pensati per entrambi gli utensili. Le stesse ricette si cucinano in calderone su fuoco a legna o in pentola sul fornello. Solo la gestione del calore differisce.

La nostra convinzione è semplice: la ghisa rimane un materiale da cucina di grande precisione. Grezza nella sua composizione, durevole nell'uso, esigente senza essere complicata, collega il calderone originale alla pentola moderna senza interrompere il filo dei gesti essenziali.

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Cocotte en fonte brute pré-culottée 26 cm de diamètre

FAQ

La pentola in ghisa è più antica del calderone?
No, è il contrario. Il calderone in ghisa precede la pentola di diversi secoli. È legato alla cottura su fuoco a legna e al focolare aperto. La pentola a fondo piatto si sviluppa più tardi, adattandosi ai fornelli chiusi. La pentola si inserisce nella continuità dell'evoluzione del calderone, nella cucina interna moderna.

Perché la pentola in ghisa sta tornando in auge oggi?
Convergo diverse ragioni: sfiducia nei confronti dei rivestimenti antiaderenti fluorurati, ritorno alla cucina a cottura lenta, ricerca di utensili durevoli e trasmissibili, rinnovato interesse per le cucine tradizionali. La ghisa risponde a queste aspettative.

Qual è la differenza tra ghisa grezza e ghisa smaltata?
La ghisa smaltata è ricoperta da uno strato di vetro colorato che la protegge dall'ossidazione e ne facilita la manutenzione. La ghisa grezza è il metallo nudo, trattato con olio vegetale (pre-condizionamento) prima dell'uso. La ghisa grezza è la versione più tradizionale e si evolve positivamente nel tempo grazie al culottage. Richiede semplici ma regolari gesti di manutenzione.

Cos'è il culottage?
È il sottile strato protettivo che si forma naturalmente sulla ghisa grezza nel corso delle cotture. Migliora il comfort d'uso dell'utensile e protegge la ghisa dall'ossidazione. Più la ghisa viene usata, più il suo culottage si rafforza.

La ghisa è compatibile con tutte le fonti di calore?
Una pentola in ghisa a fondo piatto è compatibile con gas, piastra elettrica, vetroceramica, induzione, forno elettrico e forno a legna. Un calderone a tre piedi è progettato per le braci, il fuoco a legna e il camino, ma non è adatto alle piastre di cottura.

Come scegliere una ghisa di qualità, adatta al contatto alimentare?
Per fare la scelta giusta, verificate che la ghisa sia stata controllata da un laboratorio indipendente e che rispetti i requisiti europei applicabili ai materiali destinati al contatto con gli alimenti del regolamento (CE) n. 1935/2004. 

Le pentole Approche Libre sono state sottoposte a queste analisi per verificarne la conformità. Beneficiate così di una ghisa grezza, durevole e adatta alla preparazione dei vostri stufati.

Approche Libre vi garantisce così una cottura sana e autentica.

La cottura in ghisa grezza è più sana?
Sì. La ghisa grezza non contiene rivestimenti sintetici antiaderenti, né PTFE, né PFOA, né rivestimenti PFAS aggiunti. La cottura avviene direttamente su una lega di ferro e carbonio, protetta dal "culottage". Questo è un approccio più sano rispetto agli utensili con rivestimento fluorurato.

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